La scelta del vino

Si parla sempre più spesso di vino negli ambienti più svariati, a cena con gli amici, al ristorante, in enoteca, ma farlo con competenza richiede una certa cultura. Saper stappare il vino a tavola e saperlo presentare, sono gesti apprezzati, ma non basta aggiornarsi frequentando l’enoteca di fiducia, bisogna saper leggere il vino, coglierne tutte le sfumature per poterlo poi abbinare in modo corretto ai piatti da presentare.

acquistare il vino

scelta del vino e degustazione

Nel vino, in percentuali diverse, ci sono oltre all’acqua, alcol, acidi, zuccheri, tannini, pectine, sostanze coloranti, sostanze odorose ed altro, che bisogna saper capire. Dietro ogni sfumatura percepita c’è un processo  da conoscere che va estratto dalle informazioni contenute nella bevanda, quali la tipologia del vitigno, la trasformazione dalla vigna alla cantina, l’affinamento ecc.

Ma malgrado gli approfondimenti che ognuno di noi può effettuare, porsi con sapienza di fronte ad un bicchiere di vino appare assai difficile soprattutto se si devono fare delle scelte.

Questo avviene in particolare quando dobbiamo acquistare una particolare bottiglia e di fronte a noi abbiamo diversi campioni da analizzare.

Se la tipologia del vino è la stessa, prodotta dallo stesso vitigno o coltivata nella medesima zona, allora siamo veramente in difficoltà.

Non siamo facilitati neppure se i campioni da valutare sono di produttori diversi in quanto oggi le tecniche di vinificazione sono ormai diventate standardizzate.

La valutazione diventa pertanto un gioco di analisi sensoriale per cui  la nostra scelta va a seconda dei maggiori profumi, del grado di freschezza e sapidità o del livello dei tannini e morbidezza.

Ma c’è un elemento che entra prepotentemente in gioco creando una sostanziale differenza tra i campioni in degustazione: tutto  ciò che riusciamo ad estrarre   dal contenuto del bicchiere, con la storia, i racconti, le fatiche, le passioni e gli umori di chi lo  ha prodotto.

In effetti se al vino accostiamo anche questi elementi allora  ci sentiamo più confortati nell’esprimere un giudizio.

Se riusciamo ad ottenere queste informazioni, la scelta è presto fatta e quel campione degustato, ci indica la  bottiglia da portare gelosamente a casa.

 

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Servizio video di Un Punto Macrobiotico

https://www.youtube.com/watch?v=cbaAyOv49m4

Si parla del Punto Macrobiotico di Mario Pianesi su Rai2.

Della ricerca del seme originale, di una cultura sempre controllata e sana.

Si preleva sempre una parte del terreno per fare analisi e validare i dati per la ricerca di sostanze farmaceutiche.

Il movimento fondato da Mario Pianesi, comprende oltre 100 punti macrobiotici, dove si possono gustare i piatti sani delle 5 diete Ma-Pi.

A Tolentino, si confeziona e si raccoglie, sempre con sistemi controllati.

MauCor

mario pianesi

mario pianesi

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Tossine

Parliamo oggi, brevemente, delle TOSSINE causate dall’alimentazione, dall’ambiente e da eventuali farmaci.

Quando l’organismo non riesce ad espellere le tossine dal nostro corpo, normalmente le isola ponendole in depositi dove non creano danni alla nostra salute.

Il tessuto di deposito dove si manifesta una tossicità del corpo è di solito, il connettivo, poi le articolazioni e le ossa, dove si accumulano i metalli pesanti e nel tessuto grasso con la conseguenza della tipica pancetta e torpore mentale.

Quando l’organismo è sottoposto a sovraccarico di sostanze tossiche, espelle le tossine attraverso gli Organi Emuntori (cute, intestino, rene, polmoni) che provvedono ad eliminare/drenare le sostanze di rifiuto accumulate.

Nel caso che, questi organi non riescano a disintossicarsi, si innesca una Patologia Infiammatoria, creando anche una possibile disbiosi intestinale, con la conseguenza di un mal assorbimento di vitamine e minerali.

Quindi importante, per non intossicarsi, è bere moltissima acqua, sudare molto, vivere in ambiente pulito e sano, evitare lo stress e avere uno stile di vita in movimento con una dieta varia di molte fibre e pochi cibi raffinati, senza coloranti, conservanti, aromi, pesticidi, ecc…

Mau Cor

 

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Biofach Norimberga BIO 2017

biofach 2017

biofach 2017

Le industrie internazionali del Biologico si sono incontrate a Norimberga per l’edizione 2017 del Biofach, dove si è anche parlato della necessità di aumentare la produzione agroalimentare Bio.

Biofach, ha rappresentato quindi, il mercato globale del biologico, con una piattaforma dove si sono presentate aziende pioniere, tutte ispirate dalla diversità, innovazione e senso di responsabilità nell’industria.

La Germania è una delle più grandi nazioni nel mondo del biologico. Ha una lunga tradizione e conta di aumentare le terre coltivate con criteri biologici al 20%. Innovazione e responsabilità sono state la chiave di forza per un futuro sostenibile.

A quanto pare, anche l’Italia era presente ed è il miglior esportatore di Bio. Da questo, inevitabilmente, nasce una grande responsabilità, migliorando la qualità dei propri servizi rivolgendosi ad un pubblico sempre più ampio. Il mercato del Bio in Italia è in crescita e di conseguenza anche le fiere del settore a Bologna, con Cosmofarma, Sana a Parma con Cibus, a Verona con Vinitaly, a Rimini ecc.

I consumatori di Bio, sono sempre più numerosi e sono sempre più consapevoli e attenti alle scelte di acquisto, anche se molti sono scettici sulla salubrità del Bio, criticando le certificazioni come se fosse tutto un imbroglio, oppure trovando ingiustificato il costo più elevato.

Fortunatamente molte Aziende stanno convertendo terreni contaminati anche da PCB in terreni agroalimentari fertili pronti per prodotti Biologici, senza concimi chimici. Purtroppo l’utilizzo di questi concimi, fertilizzanti e disinfestanti, stanno portando molti problemi alla nostra salute e non ce ne rendiamo conto. Per questo motivo l’uso dei prodotti biologici non solo è importante per la nostra terra ma anche perla salute di noi stessi e dei nostri figli.

Pensate che ci sarà un Drone impollinatore (piccolo velivolo radiocomandato) che vola delicatamente di fiore in fiore rubando il polline con un sistema elettronico, proprio come fanno api e farfalle. Tutto questo perchè i vari insetti impollinatori, sono sempre più a rischio di estinzione a causa dei prodotti chimici indutriali che vengono utilizzati sui terreni agricoli..

Quindi preferire prodotti Bio, è rispettare l’ambiente e le esigente dell’uomo e della terra.

Mau Cor

 

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Il 2017 sarà l’Anno Internazionale del turismo sostenibile

In questo anno dobbiamo cercare di avere uno stile di vita ecosotenibile, che ci arricchisca invece di alienarci e che migliori la nostra salute, invece di metterla a repentaglio, basta avere dei gesti semplici, come andare a piedi quando possibile e mangiare sempre sano.

Piccoli cambiamenti sulla nutrizione, sono importanti per noi tutti, come le ormai conosciute 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.

Purtroppo emerge da un rapporto di Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’Unione europea, che sulla base di rilevazioni effettuate nel 2014 sulle abitudini europee del consumo di vegetali, il 23 % degli italiani non mangiano quotidianamente frutta e verdura e che solamente l’11,9 % consuma le 5 porzioni.

Cerchiamo quindi, di mangiare più frutta e di iniziare a portare sulle nostre tavole verdura, magari affiancandola ai nostri cibi preferiti, ricordandoci che questo gesto, non solo è ecosostenibile, ma fa molto bene alla nostra salute.
Inoltre, per prevenire obesità e diabete basterebbe inserire ogni giorno una porzione di pasta integrale, ora nei supermercati se ne trova tanta di buona qualità e in particolare sempre biologiche. Fare sempre una buona colazione integrale, magari con aggiunta di semi oleaginosi, ne bastano 30 g al giorno, in questo caso potete scegliere tra noci e nocciole, mandorle e pistacchi, meglio se non tostati.
Non dimentichiamo i legumi, da mettere a tavola almeno 3 volte a settimana e inserite anche spezie, erbe aromatiche, aglio, cipolla, carote, per rendere i nostri piatti più particolari e digeribili.
Quindi portando avanti queste semplici indicazioni per tutto l’anno, noterete sicuramente un miglioramento di voi stessi e delle vostra salute in generale, magari con qualche aggiunta di tisane disintossicanti e un pò di meditazione rilassante.

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Auguri di buon Natale

Anche quest’anno è giunto il Natale, come ogni anno è tradizione fare pranzi con parecchie portate e riunirsi in famiglia per chiacchierare e mangiare insieme. Vi auguriamo, quindi, buone feste e Buon Natale con un pranzo sano e armonico.mangiare sano

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Aromi naturali e non

Parliamo questa volta degli aromi ed in particolare di quello al tarfufo.

AROMI NATURALI

Sono quelli “la cui parte aromatizzante contenga esclusivamente sostanze aromatizzanti naturali e/o preparati aromatizzanti”. Per capire meglio questa definizione, è necessario ricordare quanto prescritto dal testo che si occupa di queste sostanze, il d.to leg.vo 107/92.

In esso si legge che gli aromi naturali sono ottenuti “con procedimenti fisici, comprese la distillazione e la estrazione con solventi, oppure con procedimenti enzimatici o microbiologici a partire da una materia di origine vegetale o animale allo stato naturale o previa trasformazione per il consumo umano con procedimenti tradizionali di preparazione di prodotti alimentari, comprese l’essiccazione, la torrefazione e la fermentazione”.

Si tratta, quindi, di sostanze ottenute da matrici presenti in natura.

AROMI

Tutti gli aromi che non rientrano nella precedente definizione debbono essere dichiarati come “aromi”.

Quindi possiamo trovare di tutto nel cibo e nel caso del tartufo, abbiamo il bismetiltiometano (che ha il sapore del tartufo) ottenuto a partire dal petrolio (o da qualunque altra sostanza che non sia un tartufo) e quindi non si può parlare di “aroma naturale di tartufo” bensì di “aroma tartufo“.

Naturale o no, comunque, la convinzione è quella di avere tra le mani un

prodotto prezioso che contiene TARTUFO ed invece, per quanto ne sappiamo, salvo essere smentiti, è stato utilizzato il bismetiltiometano che è SOLO prodotto con la distillazione del petrolio.

Purtroppo è la normativa che stabilisce le regole.

Nel caso dell’olio, per scrivere “olio al tartufo” è necessario che nell’olio ci sia tartufo tal quale o componenti della sua frazione aromatica.

Se, invece, è stato usato un semplice AROMA TARTUFO (che pure conterrà bismetiltiometano, ma ottenuto dal petrolio o da qualunque altra cosa che non sia un tartufo), l’unica versione legalmente valida è OLIO ALL’AROMA DI TARTUFO oppure OLIO AROMATIZZATO AL TARTUFO. Il discorso degli AROMI, è valido anche per tutti gli altri prodotti, esempio biscotti, prodotti da forno, o altro, infatti si consiglia di acquistare sempre prodotti con la dicitura finale negli ingredienti “AROMI NATURALI”.

 

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COSA STANNO CAMBIANDO GLI ITALIANI A TAVOLA

Dal recente incontro sulla ricerca realizzata dal Censis nei mesi di settembre e ottobre 2016, si evidenzia che gli italiani hanno ridotto in maniera significativa l’uso della carne bovina. La riduzione del consumo di alimenti come carne, pesce, frutta e verdura, minaccia infatti, l’equilibrio nutrizionale della dieta delle famiglie italiane. Sono le famiglie meno abbienti a ridurre di più gli alimenti di base della buona dieta italiana, riducendo nell’ultimo anno il consumo di carne. Si mangia quello che ci si può permettere e il dibattito ideologico sul valore nutritivo degli alimenti è fuorviante. Con il minore consumo degli alimenti di base della buona dieta italiana, spesso sostituiti con prodotti artefatti e iper elaborati a basso contenuto nutrizionale, si minaccia l’equilibrio delle diete quotidiane delle famiglie e si generano nuovi rischi per la salute. Ricordiamo infatti, che in una giusta dieta e quindi nel nostro stile alimentare, ci deve essere una buona carne biologica, rossa e bianca. Dall’indagine del Censis emerge, infatti, che si consuma molta meno frutta (circa il 17%), meno verdura (circa il 16%), meno pesce (circa il 36%) e meno carne (circa il 46%) in particolare quella bovina che emerge il 37% in meno per le famiglie benestanti e il 52% per quelle a basso reddito.

Mangiare carne non è contro la buona nutrizione, infatti due porzioni circa di carne a settimana sono una quantità in linea con le raccomandazioni di medici e nutrizionisti. Le proprietà nutritive della carne sono uniche nel loro genere, contiene proteine nobili, vitamine (in particolare B12) ferro in ottima quantità (maggiore se viene condita con limone). Purtroppo le patologie del benessere sono aumentate negli ultimi venticinque anni e spesso sono state associate al consumo di carne rossa legandola anche alla possibilità di sviluppare tumori, quando ormai è stato dimostrato che il rischio è legato, non solo al cibo, ma anche da una molteplicità di fattori individuali, comportamentali e ambientali.

Fortunatamente in Italia la carne è sempre controllata, quindi prendete carne di qualità e garantita che ha, negli ultimi anni, una composizione lipidica ridotta del 50%. Quindi, due porzioni a settimana di carne rossa (es. manzo, pecora, cacciagione..) carne bianca (es. coniglio, pollo, maiale..), cereali, legumi e 5 porzioni al giorno di frutta e verdura.

 

Fonte Censis

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Olio di Palma

Dopo tanti anni, si parla finalmente dell’olio di Palma e dei suoi eventuali danni. Analizziamo in breve questo frutto.

Ettari di foresta vergine nel bacino del Congo sono stati trasformati in una delle piantagioni di palme da olio più estese d’Africa. Il progetto, avviato nonostante i timori degli ambientalisti, è coordinato da una società della Malesia leader mondiale del settore. Si sta investendo oltre 500 milioni di dollari nella piantagione e negli impianti di trasformazione facendo crescere il mercato dell’olio da palma del 9% ogni anno!

L’olio di palma è presente ovunque. Lo mangiamo quasi tutti i giorni: nei biscotti, nei gelati, nelle patatine, nel cioccolato e in altri prodotti, come ad esempio per la cura del corpo: nello shampoo, nei saponi, nei cosmetici.

E’ facile da produrre, duttile e redditizio, è diventato appetibile sui mercati internazionali già durante la rivoluzione industriale. L’Estremo Oriente ha iniziato a investire su questo prodotto nel 1966, sorpassando il paese di origine delle palme da olio: l’Africa. Oggi Indonesia e Malesia controllano il 90% della produzione globale, tanto che negli ultimi vent’anni la superficie dedicata all’olio di palma è triplicata e le coltivazioni intensive continuano a moltiplicarsi ad un ritmo impressionante, impiegando quantità massicce di pesticidi e divorando milioni di ettari di foreste vergini.

Al ritmo attuale, le foreste indonesiane (seconde solo a quelle amazzoniche) saranno distrutte aumentando la quantità di gas serra nell’atmosfera e distruggendo uno dei polmoni del pianeta. Durante il processo di trasformazione, ci sono alcune fasi di raffinazione che eliminano la parte gommosa (che produce una schiuma fastidiosa durante la frittura) e lo sbiancano, perché l’olio di palma “integrale” è rosso. Poi viene deodorizzato ed infine frazionato: la parte solida è perfetta nei prodotti da forno, come sostituto delle margarine; mentre la parte liquida è ideale per friggere. Durante questo tragitto, l’olio di palma perde diversi difetti (sostanze ossidate, degradate e maleodoranti), ma anche tutte le sostanze buone: i carotenoidi, la vitamina e i cosiddetti precursori della vitamina A (che nell’olio di palma integrale sono 15 volte più abbondanti rispetto alle carote e 100 volte più abbondanti rispetto al pomodoro).

Il prodotto finito, che ha perso colore, odore e sostanze nutritive, non ha più nulla a che vedere con il suo antenato africano, che aveva ed ha ancora, un ruolo fondamentale nella cultura e nell’alimentazione di molte etnie dell’Africa occidentale, dove con i grandi grappoli di bacche rosse e la trasformazione artigianale, si ottiene un olio denso e aranciato, che profuma di pomodoro, frutta e spezie. Un olio buono e nutritivo, ingrediente fondamentale della cucina tradizionale, che accompagna carne, pesce, verdure e riso.

Ecco, dunque, l’olio di palma che è un prodotto con una storia, legato ad un territorio, estratto da frutti che maturano nella foresta, ricco di vitamine fondamentali nella dieta africana, basata su cereali e legumi.

Quest’olio, che troviamo ovunque nelle nostre case,  è nelle briglie del mercato globale  una merce senz’anima, che distrugge l’ambiente, costa pochissimo, si lavora molto bene , non irrancidisce e  aumenta di grassi saturi i nostri pasti quotidiani.

Ora pero’ si inizia a trovare biscotti e altri prodotti senza olio di palma, ma saranno veramente prodotti più sani e senza grassi pericolosi?

Fonte. SlowFood. MC

 

 

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aria e acqua

In questi mesi di vacanze suggeriamo di fare attività motoria, soprattutto per quelle persone che vivono intensamente i ritmi della vita moderna della città. Oltre a mangiare sano, infatti, è importante aggiungere almeno un’ora al giorno di movimento all’aria aperta.

L’ allenamento muscolare, la pratica sportiva regolare, la vita all’aria aperta ed ogni attività motoria che acceleri la respirazione e il metabolismo, permettono di aumentare la capacità polmonare e l’eliminazione degli acidi presenti nell’organismo.

Dedicare un po’ di tempo al riposo e al relax è fondamentale per rigenerare le nostre energie.

Nella scelta del luogo del weekend o delle vacanze, si dovrebbe dare l’importanza alla qualità dell’aria e del posto.

La qualità dell’aria  e la sua purezza, dipendono da molti fattori, tra i quali la quantità di ioni, positivi e negativi presenti in natura, che aumentano dopo un temporale o con le onde del mare sugli scogli o mediante un irradiamento solare.

Per questo, in montagna o sulla costa del mare o in vicinanza di cascate o pinete c’è un clima rivitalizzante e di benessere con una energia positiva, responsabile di euforia e vitalità.

Il movimento, dunque, è un fattore essenziale, che se viene associato ad una corretta alimentazione, contribuisce al mantenimento dello stato di salute.

In conclusione, si deve cercare di trovare sempre un luogo salubre dove vivere, bere molta acqua mantenendo una adeguata idratazione, avere un movimento regolare ogni giorno possibilmente in ambienti adatti, minimizzare la condizione di stress ed avere un giusto equilibrio alimentare acido-base cercando di eliminare gli acidi.

In particolare, ricordiamo sempre di aumentare il consumo di cereali integrali bio, legumi, frutta, verdura, oli spremuti a freddo, cibi ricchi di omega3, vitamine ed oligoelementi e diminuire zuccheri raffinati, farine raffinate, proteine e grassi di origine animale.

Obiettivo nostro deve essere sempre quello di ristabilire un’alimentazione corretta per salvaguardare la salute e il benessere.

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